Che cos'è la danza orientale
Quella che in Occidente chiamiamo «danza del ventre» è in realtà il raqs sharqi, letteralmente «danza dell'Oriente». E la sua storia è più interessante di come viene raccontata di solito.
Una storia più vicina di quanto sembri
Capita spesso di leggere che questa danza nasca da antichi riti di fertilità, o che si sia tramandata immutata per millenni di donna in donna. Sono racconti affascinanti, ma non reggono alla prova dei documenti: sono nati soprattutto in Occidente fra Ottocento e Novecento, per dare una nobiltà antica a una danza che il pubblico europeo giudicava scandalosa.
La storia vera è più recente e più concreta. Nell'Egitto dell'Ottocento esistevano danzatrici professioniste — le ghawazi e le awalim — che si esibivano nelle feste e nelle case. Fra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, nei cabaret e nei teatri del Cairo, quella tradizione popolare incontra l'orchestra, il palcoscenico occidentale e infine il cinema. È lì che nasce il raqs sharqi come lo conosciamo.
Un ruolo decisivo lo ebbe Badia Masabni, che nel suo Casino Opera costruì il formato dello spettacolo moderno. Da quella scuola uscirono Samia Gamal e Tahia Carioca, le due che ancora oggi vengono citate per prime — ma sarebbe ingiusto fermarsi a loro. Questa danza è stata costruita da molte donne, ognuna con un linguaggio diverso: Naima Akef, che veniva dal circo e portò in scena un'atletica mai vista; Nagwa Fouad, che negli anni Settanta trasformò lo spettacolo in un evento; Soheir Zaki, considerata l'interprete più raffinata di Umm Kulthum; Fifi Abdou, che riportò al centro la potenza del baladi; e generazioni di danzatrici e insegnanti che hanno continuato a trasmetterla fino a noi.
Accanto a loro ci sono i musicisti e i compositori senza i quali nulla di tutto questo esisterebbe, e le tante danzatrici rimaste senza nome, che ballavano nelle feste molto prima che qualcuno pensasse a un palcoscenico.
Nel dopoguerra la danza si diffonde in Europa e in America, dove nascono nuove contaminazioni come l'American Tribal Style e la Tribal Fusion.
Sapere questo non toglie nulla alla danza. Anzi: le restituisce le persone vere che l'hanno costruita, invece di una leggenda senza volti.
Le mille anime della danza del ventre
Raqs Sharqi
Lo stile classico da palcoscenico: elegante, tecnico, danzato su musica orchestrale araba con veli, movimenti fluidi e shimmy.
Baladi
La danza popolare egiziana: terrena, spontanea, danzata «dentro la musica», spesso su improvvisazione.
Folklore
Le danze tradizionali: saidi con il bastone, khaleegy del Golfo, danza con il candelabro (shamadan) e molte altre.
Tribal & Fusion
Le evoluzioni contemporanee nate in America: estetica tribale, isolazioni ipnotiche e contaminazioni con flamenco, danze indiane e urban.
Perché la danza orientale fa bene
La danza orientale è una disciplina completa e accessibile a tutte le età e a tutti i fisici. I suoi movimenti — ondulazioni, cerchi, isolazioni, vibrazioni — lavorano in profondità sulla muscolatura di addome, schiena e pavimento pelvico, migliorano la postura e la mobilità articolare con un impatto dolce, senza salti né sforzi traumatici.
Ma i benefici più grandi sono forse quelli invisibili: la danza orientale insegna ad abitare il proprio corpo con orgoglio, scioglie le tensioni, migliora la coordinazione e la memoria, e regala uno spazio tutto per sé, in un gruppo che condivide la stessa passione. Non serve essere magre, giovani o «portate»: serve solo la voglia di lasciarsi trasportare dalla musica.
Il modo migliore per capirla è provarla
Insegno in tre scuole della Martesana e la prima lezione è sempre di prova: si viene, si guarda, si prova, e solo dopo si decide.
Guarda i corsi e gli orari Non sai da dove partire? Fai il quiz


